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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Gas serra e temperature sotto analisi

Il 2023 dovrebbe essere l’anno più caldo di sempre. Ma quelli gli anni che seguono potrebbero essere addirittura peggiori. Oggi Emissions gap report 2023 ha pubblicato un rapporto che chiede di accelerare sull’attuazione dell’Accordo di Parigi. E così argomenta: “la piena attuazione dei contributi nazionali incondizionati previsti dall’Accordo di Parigi, consentirebbe al mondo di limitare l’aumento della temperatura a 2,9 gradi rispetto ai livelli preindustriali in questo secolo”. La convinzione è che tener fede a quegli impegni significherebbe scendere comunque di 2,5 gradi. Eppure due settimane fa la Cop 28 riunita a Dubai ha ammesso di trovarsi in difficoltà per rispettare l’Accordo di Parigi.

Il timore più tragico è che forse il riscaldamento globale non è determinato da mano umana ma l’umanità può far ancora molto per evitarlo. Ma non lo fa. Le previsioni, stavolta di Unep (programma Onu per l’ambiente), danno la previsione di aumento di temperatura pari a 2,5 gradi ma può arrivare anche a 2,9. Tutto questo entro fine secolo. Siamo così ben oltre la soglia di sicurezza di 1,5 gradi indicata sancita dall’Accordo di Parigi del 2015. Ed è la soglia fissata per evitare effetti disastrosi.

L’obiettivo resta, quindi, l’azzeramento dei gas serra. In questo modo, dicono quelli di Unep si limiterebbe l’aumento della temperatura a due gradi. “Tuttavia – dicono sempre da Unep – gli impegni net zero non sono attualmente considerati credibili: nessuno dei Paesi del G20 sta riducendo le emissioni a un ritmo coerente con questi obiettivi”.

Non poteva mancare la dichiarazione-bomba di Antonio Guterres: “Tutto questo è un fallimento della leadership, un tradimento dei più vulnerabili e un’enorme opportunità mancata”. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha evidenziato quanto già detto sempre da Unep per cui nel problema dei cambiamenti climatici sono tutti coinvolti.

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