L’età è tardo repubblicana. Il luogo è nell’area del Colosseo dove è stato decretata la sussistenza del Parco archeologico specificamente dedicato. Ed è proprio nel mentre si lavorava a una ricerca sono emersi, come dal fondo di un mare (quello di due millenni di urbanesimo) gli ambienti della domus. Il contesto urbanistico è quello delle pendici del Palatino.
Sono stati collocati temporalmente, appunto, come originari di età tardo-repubblicana. L’area si colloca anticipatamente all’età augustea, quando vennero realizzati gli Horrea Agrippiana – perché realizzati dal braccio destro di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa.
Si tratta di celebri magazzini lungo il vicus Tuscus. La strada collegava porto fluviale e il Foro Romano.
La domus si sviluppa su più piani. Gli archeologi hanno ipotizzato l’esistenza di terrazze e tre edificazioni susseguitesi una sull’altra. Sono collocate temporalmente attorno alla seconda metà del II secolo a.C.
Ancora apprezzabile alla vista c’è l’atrio. Si tratta di un giardino. L’ambiente di maggiore interesse consiste nello specus aestivus. Si tratta di una sala per banchetti probabilmente vissuta durante l’estate nella quale si scorgono giochi d’acqua. Si deduce dal fatto che ci sono alcune fistule (tubi) in piombo fra le pareti decorate.
Straordinario il rivestimento parietale in mosaico. Era quello che oggi chiameremo “rustico”. Ancora apprezzabili ci sono scene raffigurative.