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venerdì, Aprile 4, 2025

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Concorrente avvisato …

Grandi attese e scommesse sugli esiti di questa annunciata guerra dei dazi

Chi sei?

Nella richiesta ontica dell’altro l’origine della richiesta di ri-conoscimento. Non è sufficiente infatti avere contezza della portata etica dell’avventore né di quel che può dare in termini di resa sociale o inter-comportamentale. Questi sono dati che comunque restano nell’indeterminatezza perché nessuno può dare garanzie di quel che farà e se continuerà a farlo nello stesso modo in cui noi conosciamo le sue attività.

E allora sorge la domanda sulla vera natura esistentiva del soggetto. “Chi sei?”

Non può fare eccezione il personaggio Diabolik di cui gli altri personaggi conoscono modalità, trucchi, capacità di servirsi della tecnologia. Ma non è sufficiente. Non basta a saperne anticipare le mosse. Serve saper chi è, effettivamente.

E il momento di confessione può avvenire solo in occasione della prevedibile prossima dipartita. Come recita il volume numero 107, il nostro antieroe è segregato col suo nemico giurato in uno scantinato e sono in predicato di essere esecutati.

Di qui la confessione dell’inconfessabile. La formazione morale, la paideia del giovane che conosce solo tecniche, modalità di sopravvivenza, esaltazione dell’individualità, affermazione dell’individuo, senso della collettività assente così come assente la disposizione verso il mondo di appartenenza. Solo in queste condizioni poteva nascere il criminale perfetto.

Ci dice, allora, come invece deve essere il cittadino perfetto: andare in contraddizione ai tratti formativi dell’individualismo assoluto alla base del perfetto criminale.

La terza puntata di questa saga filmica dei Diabolik fornisce anche un sentimento morale la cui assenza dovrebbe essere invece il tema di discussione in qualsiasi percorso formativo.

L’appuntamento al cinema è importante perché offre uno spaccato della vita sociale dei primissimi anni Settanta fine anni Sessanta. La ricostruzione perfetta di quegli stilemi rende l’opera cinematografica godibile indipendentemente dalla propensione verso il fumetto o le storie gialle contenute nelle vicende dell’anti-eroe. Anche la musica riprodotto come costante sottofondo consente l’immersione verso un mondo scomparso.

Buono per i portatori di nostalgia ancora in vita ma anche per i giovani che conoscono come sono stati formati genitori e nonni.

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