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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Riscatto Agricolo piace agli italiani

Non temono l’isolamento politico. Hanno stracciato i rapporti con le rappresentanze di categorie, incoraggiati dai colleghi di Berlino e Parigi, hanno iniziato una lotta che li vede presidiare l’area nomentana per dare scena al presidio pacifico del Circo Massimo che si terrà domani.

La controparte doveva essere l’Unione Europea e i tecnicismi coi quali il loro lavoro è valutato e vessato per preferire altri mercati più vantaggiosi monetariamente. Ma stanno lì a ribadire che un settore come quello agricolo non può ridursi a semplice categoria merceologica. Sull’agricoltura risuona un rimando originario che significa tradizione, territorio, tenacia e tenuta. Tutte aggettivazioni volutamente con la “t” per ribadire l’ascendente principale: la terra.

Il movimento dei trattori sta lì a dirci di non assecondare il distacco che il mondo della tecnica ha determinato con la terra.

Si sono mossi in modo fin troppo cauto. Il diritto di sciopero in Italia è sancito dalla Costituzione. Qualsiasi categoria che proclama una manifestazione fino all’astensione dal lavoro lo deve comunicare per salvaguardare le ragioni di ordine pubblico e dare la possibilità alle forze dell’ordine di muovere in azione preventiva. Ma poi la sua azione di manifestazione e presidio deve essere garantita.

In questa speciale trattativa, lasciati senza copertura dalle categorie sindacali con le quali c’è stato il divorzio, hanno atteso i tempi di tutti. Gli avevano promesso la presenza a Sanremo come passerella, come sempre avvenuto. Promessa negata.

Dovevano manifestare sabato. Manifestazione disdetta (forse anche perché da buoni meteorologi hanno capito le condizioni avverse del clima). Dovevano essere ricevuti a Palazzo Chigi. E non è successo.

Succede invece che il ministro vada a trovarli nel presidio nomentano. Sotto il profilo dei simboli si tratta di un’operazione ben diversa. IN questo caso il ministro, a titolo personale, come esponente politico, si reca nel luogo di sosta per discutere. Ma è assai diverso dalla veste per cui il governo nella sua sede invita i manifestanti e concorda con loro un’azione per il futuro. Solo quest’ultimo può consistere in una vittoria e un vero riconoscimento alle loro motivazioni. Il resto sono chiacchiere.

Ma, come hanno detto a chiare lettere: “l’incontro al ministero è andato male, siamo usciti solo con delle promesse”. L’obiettivo è quello di far alzare il tono della vertenza. Arrivare a mille trattori. Il movimento si è dato un nome: Riscatto Agricolo. E pare piacere agli italiani viste le manifestazioni di solidarietà che arrivano da ogni dove. “Sul Grande raccordo anulare ieri sera gli automobilisti salutavano e incitavano la colonna di dieci chilometri formata dai nostri trattori” – una testimonianza riportata dall’Ansa.

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