Oncologia è una branca della Medicina che si declina attraverso altre specie di approcci terapici. In pochi anni si può parlare di autentica anti-rivoluzione copernicana. Sì perché mentre la rivoluzione estrometteva l’uomo dal centro dell’universo questa grande riforma ce lo rimette nel mondo completo per cui non esistono solo tecnologie e metodiche chirurgiche. Quelle continuano incessantemente il loro percorso di evoluzione quantitativa.
Ma da qualche anno si sono imposte nuovi approcci che accennano a un ribaltamento totale del modo di combattere la malattia cancerosa. Innanzitutto partendo dal fattore della malattia. La famosa cellula che impazzisce e si riproduce velocemente distruggendo l’organismo in cui sorge deve essere combattuta per le sue caratteristiche specifiche.
Si allontana quindi la tipologia di approcci che legavano la malattia all’organo per entrare nella dinamica di modificazione del fattore di crescita incontrollata del tipo di cellula. Un approccio diverso che si chiama agnostico. Quindi si dà meno importanza al tessuto o all’organo di origine della malattia per conferirlo alla specifica mutazione cellulare.
Ma nel riportare la persona, per quel che è col suo storico di patologie e di tratti strettamente personali, si cerca di impiegare sostanze in grado di attivare il sistema immunitario. L’approccio è chiamato ed oramai è famoso come “immunoterapia”. Si vuole così indurre la risposta immunitaria avvalendosi delle risorse già presenti nella fisiologia. Le cellule in mondo nefasto e fanno danni all’organismo sono chiamate antigeni tumorali. Ed è qui che interviene l’immunoterapia oncologica. Svegliano le cellule del sistema immunitario affinché individuino gli antigeni tumorali per aggredire queste cellule nefaste. L’immunoterapia consiste nella grande innovazione. In circa venti anni sono stati messi a disposizione dei trattamenti medici più di centoquaranta farmaci antitumorali specifici che svolgono un’azione come quelle indicate. Sono dette umoristicamente “pallottole” che costituiscono la Medicina di Precisione. Affinché queste metodiche abbiano successo c’è bisogno che la patologia cancerosa sia presa per tempo. Quindi necessitano dell’attivazione di una medicina preventiva che mette in opera un intero sistema sanitario.
IN questo solco entra anche la metodica degli anticorpi monoclonali che sono “proteine omogenee ibride” realizzate in laboratorio da un clone. Consentono di fare la diagnosi e, a volte, di sperimentare una terapia.
SI tratta quindi di una grande riforma che sta vivendo specificamente l’Oncologia. Riguarda, per altro, tutti gli approcci medici. Chiaro che in Oncologia essendo maggiormente delicata la materia trattata perché con potenzialità di incidere nella vita in modo decisivo, assume un carattere di maggiore importanza.
Se n’è discusso ieri pomeriggio alla Sala Capranichetta in un convegno organizzato dall’Osservatorio Sanità e Salute.
Tra gli interventi Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione Sanitaria presso il Ministero della Salute. Vaia ha tenuto a sottolineare come la ricerca abbia fatto importanti passi avanti, recentemente, grazie all’approfondimento della fenomenologia dell’mRNA. Presente anche l’associazione Cittadinanza Attiva con la sua presidente Anna Lisa Mandorino: “Un’oncologia centrata sul paziente ma anche centrata sulla possibilità che i cittadini e le cittadine hanno di prevenire la malattia”.
Nel mondo associativo intervenuto anche interviene Saverio Cinieri, Presidente Fondazione AIOM. “Sul paziente Oncologico la vaccinazione è un problema serio ma sottovalutato – ha esordito Cinieri – La vaccinazione anti-influenzale oggi è accreditata con procedibilità accanto alla terapia oncologica”.
Ha concluso il coordinatore scientifico dell’evento Stefano Vella, docente di Metodologia della Ricerca Clinica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che ha accennato al problema dei costi ma ha sottolineato il livello innovativo delle ricerche.