Angelina Mango, Rose Villain, Annalisa … Sempre la stessa canzone? Decisivo ci sia l’inciso fortemente in mettere, dall’andamento insistentemente percussivo. In contrasto una melodia molto tradizionale, in levare. Magari anche con un fraseggio che dia su qualcosa di orientaleggiante. Nel mezzo un ponte che lega le due fasi e le inserisce in un amalgama. Fare questo è possibile con la firma di ben cinque autori di cui fa parte il selezionatore di sonorità, il campionatore dei timbri … Testo e musica sono sullo sfondo. Quelli possono essere elaborati in ogni dove e da chiunque se sulla traccia ci sono gli elementi cardine ricordati.
L’evoluzione di Sanremo con la sconfessione dei temi à la page segna l’affermazione di nuove metodiche di elaborazione del brano. Si è saltato a pie’ pari con la strettoia dell’ispirazione legata all’idea o all’intuizione sulla quale si generava la scommessa determinata dal nuovo motivo lanciato.
Il confronto-gara non è più dettato dall’idea che appare migliore, vicina alle tendenze giovani – e con giovani non si intende solo una specifica generazionale. Non è più la tendenza che si lancia o la controtendenza generata dall’atmosfera vissuta in quella fase. Da Non ho l’età a Chi non lavora non fa l’amore fino a Vita Spericolata ma per passare all’Italiano Vero , i motivi dominanti a Sanremo hanno sempre dettato una tendenza fondamentale. Oppure sono stati espressione di questa stessa tendenza fino ad essere emblematici di quei tempi.
Le canzoni sfilate nell’edizione del 2024 hanno l’innovazione per le modalità compositive assai meno per i contenuti, sia musicali che testuali. In definitiva l’amore fa sempre rima con cuore. Non si tenta un contenuto trasgressivo del tipo di Rosa Chemical lo scorso anno:
Ti piace
Che sono perverso e non mi giudichi
Se metterò il rossetto in ufficio lunedì
Da due passiamo a tre
Più siamo e meglio è
Indipendentemente dal giudizio estetico di ciascuno si rileva in questa gestione sanremese un passo indietro relativamente alla progressività dei contenuti. In tal senso, contrariamente a quanto detto, si può parlare di un “Festival di destra” anche se le modalità con cui è avvenuta questa compassata gestione dei contenuti potrebbe non piacere, in definitiva, ai propositi moderatori dei messaggi espressi nella kermesse.
Del resto non si è mai data una vetrina di esposizione estetica senza il preventivo controllo da parte dei gestori della stessa e soprattutto dei manovratori ultimi. L’interesse di questo tipo di manifestazioni consiste allora nel consentire la decifrazione delle tendenze veramente in atto. Forniscono così attraverso i sintomi delle elaborazioni proposte il quadro del malessere attuale presente nel complesso della società.
E il male di oggi potremmo, sì, inquadrarlo in un ambito preciso: algoritmo.