18.6 C
Rome
venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Quando il significante fa vacanza

I casi di lapsus linguae sono stati diversamente oggetto di studio come di umorismo facile. Tutto fondato dal fatto che tra significato e significante viga un rigido legame. Quando si dissolve il vuoto rilevato evidenzia altre connessioni. Sinapsi improprie, troppo spesso. Parole associate a concetti tesi a mettere a nudo i veri intendimenti del parlante. Tutto questo nell’ambito della comune conversazione. Il linguaggio del potere si era sempre tenuto al coperto da possibili vuoti. Ce lo vedete Mosè fare il discorso al suo popolo e sbagliare il nome dell’Altissimo? Pare possibile Antonio o Bruto nell’orazione funebre a Cesare sovrapporre parole a sensatezze inappropriate tanto da mettere fuori pista l’uditorio?

Oggi tutto questo è possibile. E lo è sicuramente perché il soggetto politico è costantemente a favore di telecamera. Ma la vetrina offerta in modalità immantinente mette il soggetto deputato alla gestione del potere nelle condizioni di articolare troppo spesso parole in modalità di attività ancora non perfettamente gestite concettualmente.

Quando i soggetti deputati sono coloro che si candidano a governare il mondo il dato appare più allarmante. Sono i due candidati alla Casa Bianca infatti che si inseguono a suon di gaffes. Una condizione che non consente a entrambe gli uffici elettorali di utilizzare le cadute in cui i personaggi non si mostrano perfettamente padroni di Sé.

Succede così a Donald Trump di parlare in toni di autentica inimicizia parlando di Nikki Haley. Ma lei è una repubblicana come lui! Solo che rivaleggia per la leadership nella candidatura. Trump intendeva rivolgersi a Nancy Pelosi, democratica e portavoce dell’attuale maggioranza a lui avversa. Chiaro è però che il vero nemico nel momento di questa enunciazione è vissuto con la collega di partito Nikki Haley!

Non solo per par condicio ma non si può non citarne una delle proverbiali gaffe di Joe Biden. L’ottantunenne Joe Biden sostanza Biden confonde Macron con Mitterrand, Kohl con Merkel, Francia con Germania … Del resto l’Europa è così. Non sai di chi ti puoi fidare. Quel che valeva prima per uno non vale più però vale per l’altro. Come fai a non confonderti? Pare dire l’anziano Presidente.

In termini di delicatezza dei rapporti tra massimi rappresentanti dello Stato, Trump dice bellamente che “Xi Jinping è un dittatore”. Espressione assai poco elegante ma non destituita da verità. E questo tipo di linguaggio non deve essere consentito in ambiente diplomatico. Ma del resto chi siamo noi per dare lezioni? Anche il nostro Mario Draghi disse lo stesso, bellamente, del presidente della Turchia, Erdogan. Gli fu fatto notare che Erdogan era stato eletto mentre lui – Mario Draghi – no.

E sempre il povero Erdogan è confuso dal povero Trump in un discorso pubblico in cui l’ex presidente ce l’ha però con Orban.

Ma fa lo stesso! Sempre dittatori sono! E l’uomo politico tra improvvisate alleanze e nascoste inimicizie tira a campare.

TI POTREBBE INTERESSARE

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguimi anche su:

0FansLike
0FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Latest Articles