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venerdì, Aprile 4, 2025

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Concorrente avvisato …

Grandi attese e scommesse sugli esiti di questa annunciata guerra dei dazi

L’icona

La morte di Françoise Hardy pone la dimensione dell’eterno in relazione al nulla. Si tratta di uno spunto presente nell’ultima parte dell’opera di Emanuele Severino in cui, insistendo nella sua lettura di Parmenide, ha esaltato questa raffigurazione concettuale dell’eterno come dimensione propria e autentica dell’essere.

Si contraddice con la transitorietà della vita quindi della mutevolezza degli enti in passaggio al non essere perché nulla ed essere, in definitiva, non si oppongono come potrebbe apparire all’evidenza intuitiva. La dimostrazione di questa mancata opposizione sta nella dinamica del nascere vivere e morire, quindi tornare nella situazione del nulla. Si tratta di una condizione riguardante l’ente ma non l’essere. La differenza ontologica si pone come sestante esistenziale e, in definitiva, anche esperito nella comune esistenza quando di ogni persona che trapassa rimane il luogo vivido del ricordo, dell’immagine come presente.

Esistono casi in cui questa impressione è resa ancor più forte e riguarda i grandi personaggi della Storia. L’esemplificazione è quella data da Hegel che descrive la morte di Cesare come un dato di interesse solo per la persona Cesare – tanto era forte e proiettiva il suo essere nella Storia e nelle vicende succedutesi che sarebbero state incise del suo passaggio. Un passaggio però rimasto ancora vivido nelle esperienze e conoscenze ordinarie tanto da consegnarlo ai rigori della categoria dell’essere.

L’esemplificazione può accompagnarsi, fatte le dovute differenziazioni, a ciascuno. Nello specifico si presta nei confronti del personaggio estintoFrançoise Hardy perché meglio si presta all’esemplificazione essendo rimasta in specifiche esperienze estetiche e non nella esorbitante proliferazione di esperienze di persona tramandate.

Le sue canzoni rimaste indelebili in generazioni e continuate ad essere celebrate in quelle successive, nonostante il cambiamento di moda e di tendenza, concentrano su di lei quel tratto caratterizzante del personaggio singolare e fortemente contestualizzato nei giorni della sua Storia. Nondimeno si pone all’attenzione nella sua permanenza di immagine la cui fine dell’evento di vita non scalfisce, non dice alcunché sulla persona presente al di ogni figuratività e di ogni immaginario laterale.

Si potrebbe trattare così di una dimostrazione evidente dell’essere eterno. E non si tratta di una versione consolatoria bensì di una esatta collocazione del senso vero dell’esistenza che, se trovasse nel tempo i suoi limiti, si darebbe come non essere nella continuazione del corso delle cose. E invece c’è. Ex-siste. Si tratta quindi di un presente eterno. E perde senso anche immaginare una dimensione precedente di non esistenza perché il suo essere continua ad affermarsi.

Il caso specifico discosta anche dalla tipologia per cui il discuterne e immettere nuovi contenuti alla sua figura comporta un processo tale da continuare a collocarlo nuovamente alla nostra attenzione. È quanto avviene ai personaggi storici, ripresi, ripensati, rivalutati.

Si tratta, stavolta senza bisogno di adozione alla retorica in voga nei nostri giorni, di cristallizzare l’icona e individuarla come esempio di essere, quindi di eterno. E in definitiva si scorgono come identici.

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