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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Il nuovo solco del femminile

Una fenomenologia della politica da approfondire è quella del protagonismo femminile che subentra in conseguenza a momenti di crisi. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Sufficiente ricordare la resistibile ascesa di Giorgia Meloni nel gioco del nuovo piccolo partito Fratelli d’Italia che però scontava il limite di rivalità interne da diversi big di quella che era la destra dura e pura ma anche attenta al nuovo.

Cambiando d’esempio potremmo ricordare la stessa Elly Schlein preferita al quotatissimo Stefano Bonaccini perché con il limite di essere troppo interno agli schematismi e poco aperto al nuovo a cui si doveva guardare.

Si potrebbero fare altri esempi alla Ursula Van Der Leyen di prima nomina come nuoto trait d’union di qualcosa che cominciava a potersi conciliare in modo assai difficile. Diversamente da Angela Merkel che invece in Germania fu una leader costruita in laboratorio e coi galloni guadagnati sul campo.

In sostanza la fenomenologia a cui si accennava in apertura riguarda l’abilità di tirare fuori dal cappello una figura femminile per saper rispondere a un momento di crisi in cui le conflittualità sono eccessive e difficilmente conciliabili. Chiaramente la donna non deve far parte delle conflittualità altrimenti sarebbe attratta nel tritacarne. Quindi si fa attenzione di immettere una figura femminile al di fuori dalle dinamiche di contrasto precedentemente verificatesi.

Potrebbe essere lo stesso per il Movimento Cinque Stelle che si trova a dover discutere questo psicologico 9,99% che è a un passo dal dieci ma somiglia tanto a una sola cifra. Dato che deve far discutere all’interno del partito – La qualcosa qui interessa solo nella fattispecie della discussione e delle modalità che si interpongono. Non c’è alcun riferimento di merito – Ed è Virginia Raggi ad aprire le danze in un’intervista al Corriere della Sera dove rivendica il ruolo che il suo partito deve riprendere. E cioè il piano della conflittualità e della protesta.

Difficile capire dove porti questo come linea perdurata di compagine politica. Serve sicuramente a consegnare consapevolmente un partito al ruolo di opposizione perché riluttante a farsi carico dei problemi del governo reale, così come ha fatto Giuseppe Conte con risultati elettoralmente all’origine del problema di trattazione.

La novità consiste nella esplosività della proposta, nella capacità di dare il segno di rinnovamento che in definitiva, si ricongiunge però a un ritorno alle cose passate: le piazze telematiche di protesta, l’irriducibilità, la voglia di esternare anche il malessere più viscerale.

Ed è una donna a riuscire in questo ruolo. Vittoria Baldino è un’altra arrembante futura protagonista che già vediamo nelle esternazioni. E’ pronta anche Chiara Appendino, ma lei ha tratti maggiormente distaccati dalla lotta dura senza paura. Così come Alessandra Todde entrata nelle leve di comando in Regione Sardegna.

Si tratta di figure necessarie a tenere in piedi il tutto affinché l’insieme di parti costruito non si sgretoli per la conflittualità androgenica. Una Madre Coraggio perché le guerre e i soldati passano, la necessità del proprio soggetto resta.

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