Un po’ con Ursula e l’altro però con le dinamiche sociali dalle quali esce rabbia, risentimento, rivendicazione … D’altra parte la politica in un sistema democratico si fa coi voti. Se si perdono quelli si cade dal piedistallo e si perde la posizione di dominio. Quindi innanzitutto i voti. Poi tutto il resto.
IL gioco di Bruxelles su Giorgia invece consiste nel saper imprimere una seduzione opposta. Portarla nel circuito liberal-democratico governista oppure riconsegnarla alla sfera sovranista. Certo che in bilico, indipendentemente dalle abilità personali della diva Giorgia, non potrà restare a lungo.
Le chiede di sciogliere la riserva Ursula von der Leyen. La presidente, quella europea, ha bisogno di voti veri, sui quali contare. I situazionisti possono aiutarla a superare il guado ora. Non non dureranno in eterno. Ma d’altra parte rischia di iniziare il logoramento che ha visto i suoi partner di partito ora invece intendi a logorare lei. Al centro ha Tajani maggiormente credibile in termini di relazioni con Bruxelles. A destra, in termini sovranisti, ha Salvini oramai diventato uno specialista. Che fare?
Ma anche solo nel mondo della destra si profilano due destre che restano un altro elemento di aporia per la nostra Giorgia Nazionale. Da una parte abbiamo la destra turboliberista di Javier Milei, dall’altra la destra tradizionale iper statalista e revanchista di Marine Le Pen. Sono due configurazioni diverse della destra-destra e non si può stare a lungo da entrambe le parti.
Meloni può cavarsela chiedendo un commissario di peso come Elisabetta Belloni in cambio del sostegno ad Ursula. Si deve vedere però come convincere i suoi ragazzi con il saluto romano facile.
Non sarebbe il primo personaggio politico maggiormente influente in Italia a vedere logorato gradualmente il suo consenso elettorale fino al quasi annientamento. Lei finora ha fatto il percorso di risalita opposto contro ogni aspettativa. Ma non sarebbe improbabile se il declino arrivasse non per decisioni di governo avversate dalla gente, bensì per decisioni puramente politiche, potremmo anche definirle estetiche.
Si dirà: è salita sui più alti scranni perché non ricattabile è caduta in questo stesso stato ma perché senza un volto.