Riapre il secondo piano con le sale dell’Ermafrodito e le sale dei Fiamminghi. Riapre, non si sa quando ma riapre (garantiscono), il Corridoio del Vasari. Si rimuove anche la gru che da tempo campeggiava il plateatico del Museo.
Si annuncia anche un Museum Studies, una sorta di cervello pensante dell’offerta complesso museale. Ci saranno scambi culturali che arricchiranno l’offerta degli spazi nel centro di studi nel Casino del Cavaliere di Boboli.
Ci sono progetti già in cantiere. Riqualificazione di spazi e servizi, la biglietteria degli Uffizi sarà diversamente collocata affinché il plateatico assuma i tratti di salotto della città che gli sono consoni. Sarà riallestito il tesoro mediceo a Palazzo Pitti.
Tra i progetti c’è anche l’estensione. È chiaro uno spazio non può rimanere al suo, ha bisogno di espandersi. Ed è per questo che gli Uffizi arrivano alle Ville medicee Careggi e Montelupo Fiorentino. Questo al fine di dare alle gallerie meno affluenza, meno code. Aumentare l’orario di apertura, acquisizione dei biglietti al computer fino a togliere completamente il tradizionale biglietto cartaceo fatto al botteghino.
Tutto bello tutto giusto. Solo che più di un programma culturale si pone come pragmatica organizzazione turistica. La qual cosa forse è anche più opportuna affinché il messaggio arrivi meglio e a più persone. Perché il meglio non è sempre identico al giusto.