Aria, acqua, fuoco, terra. I quattro luoghi empedoclei a simulacro dell’eterno del ciclo vitale che coinvolge dinamismi mondani, quali in prima istanza quelli dell’economia.
Ed è il modo con cui il Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano ogni anno presenta le sue credenziali con il Festival del Travertino Romano. Cambia il luogo della celebrazione di una festività speciale, ma si conferma puntualmente, ogni inizio estate, la presenza di uno stilema di produzione che evidenzia altri quattro grandi livelli di trasformazione di un bene dato in natura in ricchezza condivisa.
I quattro beni sono dati dalla pietra escavata, dalla pietra lavorata, dalla sua applicazione in opera architettonica, dalla funzionalità in molte strutture edilizie. E si crea così un’altra tetrarchia sapienziale di cui il settore dell’escavazione lapidea si fa protagonista.
Il Festival del Travertino romano che discende dalle giornate del Travertino si celebra in via delle Cave venerdì 5 luglio. Si comincia dalle dieci di sera per inoltrarsi nel vivo della serata all’interno dell’area di cava con luce riverberata dalla Luna sulla bianca pietra. Una suggestione unica. Esibizioni di artisti, musica e altre attività culturali rendono la festa qualcosa di diverso dalle manifestazioni tipiche delle serate estive.
Gli organizzatori del Centro di Valorizzazione del Travertino Romano hanno voluto dare la valenza sociale di un settore di impresa già fortissimamente vocato alla cultura, sia per gli impieghi consueti in architettura sia per la Storia dell’antica Roma in cui l’impiego del bianco marmo aggiunse un livello in più all’evoluzione antropologica rappresentata dalla cultura latina. “Ho trovato una città in legno vi restituisco una città in marmo” – scrisse Cesare Augusto. E col semplice esempio voleva intendere come l’utilizzo del travertino romano fosse emblematico dello stato evolutivo raggiunto da Roma, come prima società al mondo.
Ma al di là della tradizione legata all’antica Roma c’è un legame ancora più ancestrale legato ai quattro luoghi empedoclei di Aria, Terra, Acqua e Fuoco. Innanzitutto la terra escavata da cui viene estratta la pietra. In secondo luogo l’acqua solfurea che accompagna la conformazione geologica della presenza nella terra. Ma la produzione di energia che necessita questo lavoro paziente e attento si configura nelle altre due raffigurazioni di aria e fuoco. Nel tempo il processo di escavazione è riuscito a restituire quei livelli di compatibilità ambientali e di sicurezza nel lavoro uniche nel mondo dell’impresa.
Ciascuno dei luoghi sarà rappresentato da una specifica manifestazione artistica. Un motivo in più per restituire attraverso l’espressione artistica un livello in più di creatività ai grandi doni dati dall’universalità delle cose. E in mezzo a tutte c’è la stessa esistenza, vita e soprattutto lavoro.