Tutte le invettive del mondo democratico oramai si concentreranno su di lei. Certo, non ha brillato in stile nell’accettazione della sconfitta. Si è limitata a una telefonata a Trump, come riportano le agenzie. Neanche una parola al suo mondo, alle persone che comunque in tre mesi e mezzo si sono fatti in quattro per lei.
Ci si aspettava un commiato che avesse l’indizio di un percorso di lavoro futuro per la sua parte e per la cultura progressista, in America e nel mondo. Niente di tutto questo. Se ne va in silenzio e non è un bello spettacolo alla pari del suo contendente che invece dette di matto non ammettendo la sfida.
Due reazioni da studiare psicoanaliticamente ma che, pur nella diversa manifestazione di sé, evidenziano un rifiuto. Il rigetto della realtà così com’è. E come possono persone come questa ambire al governo del mondo. Eppure succede. L’importante è trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
IL Partito Democratico dopo i buoni risultati in economia pensava di rivincere a spasso con il veicolo Biden. Ha preso atto con ritardo che il suo giocattolo oramai mostrava i segni del tempo con il traballio nell’incedere e con una miriade di lapsus linguae che non si concedono a una persona di grandi responsabilità perché implicano un controllo di sé nel degrado. Serviva un’alternativa veloce, certa, rassicurante … Chi meglio della Kamala Harris che già faceva parte della squadra, conosce tutti i meccanismi di quella nomenclatura, è una donna, rappresenta la molteplicità delle origini sulle quali si fonda il popolo americano …
Deve esser apparsa perfetta. Ha un sorriso suadente, molto telegenico. Riesce ad esprimerlo specialmente quando è in difficoltà. Perfetto animale da campagna elettorale, si è pensato.
Ma le pie illusioni, come quel senso di rifiuto della realtà a cui si accennava prima, restano tali e inevitabilmente vanno a scontrarsi con le cose della Terra.
Kamala Harris non è in grado di essere pienamente credibile, non sa regalare un sogno: un modello per l’America nel suo immediato futuro. Pur essendo le donne in maggioranza tra i votanti fa acqua proprio nel pianeta delle donne, anche nei quartieri dove votano molti neri, le girano le spalle anche il venti per cento degli americani di pelle nere che compattamente avevano votato Biden. Ma in questa disillusione c’è anche la complicità del Partito Democratico che non è stato in grado di dare un’avanzata sociale a questa gente, ma ha giocato la carta della pietà per gli oppressi e la possibilità di abortire in fretta. Servizi e benessere, zero.
La scelta di gestione della Kamala ha voluto giocare molto sulla affabilità, su componente telegeniche, quali il sorriso e poi il sorriso, ma anche la risata e ancora il sorriso. Non funzionava il fatto che appariva come una gran signora di bon ton. Come convincere il popolo americano? Non è sufficiente insistere nel dire di essere nata nella middle class. Si deve riuscire a parlare a questa gente, entrare nel loro linguaggio e dare proposte concrete che dicano come tra poco la loro vita potrebbe migliorare.
Niente di tutto questo la dolce Kamala. E poi ha parlato! Irritante il suo dire: “proteggerò le donne anche quello che non vogliono” (Ma che significa questa puntualizzazione?) Si schiera troppo pesantemente a favore dei palestinesi rifiutandosi di assistere all’ingresso di Netanyahu al Congresso. (Si può dissentire dalla determinazione bellicista ma quell’uomo rappresenta il mondo ebraico che vota con attenzione e convinzione). Racconta di avere una piccola pistola e non avrebbe esitazioni ad usarla se un intruso gli entrasse in casa e lo dice ridendo, come fosse una frase qualsiasi detta da una donna qualsiasi. (Un problema come quello delle armi, la loro produzione e vendita ma anche l’uso alla leggera, non può essere liquidato con una battuta, se intendeva fare una concessione per le molte attività che si occupano di produzione di armi doveva farlo in modo diverso).
In sostanza gli americani si sono accorti che non avevano bisogno di una persona dalle decisioni estemporanee e istintive. E a differenza, mentre Trump gioca con le sue battute eccessive, Kamala Harris mostra di crederci e di puntare su queste per ispirare una sua politica.