Placet sull’uso dei missili anche in territorio russo. Fornitura di mine antiuomo a Kiev. Putin prima di andarsene si mostra più guerrafondaio che durante il resto della sua presidenza. E anche dal Cremlino non possono fare a meno di evidenziarlo. Impossibile dare loro torto. Il portavoce del Cremlino ha detto a chiare lettere che Biden fa tutto per continuare la guerra in Ucraina. Dmitry Peskov è stato ripreso dall’agenzia Ria Novosti. dopo il nuovo annuncio di Washington sulla fornitura di mine antiuomo a Kiev.
Nondimeno Vladimir Putin si dichiara disponibile a un accordo per il cessate il fuoco. Ma con Donald Trump che deve dargli molta più certezza dell’umbratile e tremebondo presidente ancora in carica. Sempre Putin chiarisce però che non intende fare concessioni territoriali. Kiev – secondo Putin – dovrebbe recedere dal progetto di far parte della Nato. A dare queste anticipazioni è l’agenzia Reuters. Si fa forte delle dichiarazioni di cinque fonti ufficiali del Cremlino. Si tratta di cinque funzionari, in carica ma anche fuori da responsabilità. Se fosse recepito questo obiettivo il conflitto lungo il fronte sarebbe bloccato.
Si aprirebbe, secondo gli stessi propalatori di notizie, la possibilità di discutere su quattro regioni orientali: Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson. Adesso sono occupate dalla Russia. Non si capisce bene se sarebbero disposti a recedere su alcune di queste. Vecchia regola di vita consiglierebbe sempre di andare a vedere, ma le regole di vita pare non si attaglino alle logiche di guerra. Chi mostrasse la prima disponibilità apparirebbe più debole e aprirebbe a suo sfavore l’esito della trattativa.
Sempre Dmitri Peskov, che è il più alto in grado per parlare (oltre a Putin chiaramente), chiarisce bene su un punto. “Il presidente ha ripetutamente e coerentemente dichiarato la sua disponibilità al contatto e ai negoziati”. C’è un però. “Nessuno scenario di congelamento del conflitto”. L’agenzia che riporta la dichiarazione stavolta è la Tass e c’è da giurare sulla sua autenticità.
La ragione di questa dichiarazione però non deve essere letta come un’apertura della Russia che significherebbe ugualmente segno di eccessiva disponibilità. Peskov parla perché risponde a un articolo Reuters dove si descrivevano in dettaglio le questioni sulle quali Putin era aperto a un negoziato.
Tanto per non mostrarsi per niente intimorito Putin ha fatto abbassare la soglia riconosciuta per la quale si possono usare le armi nucleari. Chi vuole capire capisca. Non occorre una grande offensiva militare. È bastevole una di misure assai più ridotte. Un modo per entrare in trattativa da posizioni di forza. Sempre.