Bannon imita Mask. E non in un’idea avveniristica su come arrivare su Marte bensì sul gesto. Tra provocazione e volgare cialtroneria, a meno che non sia un’artefazione prodotta dall’intelligenza artificiale, pare che SteveBannon abbia fatto il saluto nazista durante il suo intervento al Cpac.
Come Musk, come tutti sanno. Ma il condimento a tanta demenza sta soprattutto nelle parole. Trump definito come “uno strumento della provvidenza divina”. E ancora: “abbiamo bisogno di una rivoluzione nazionalista e populista”.
Ma non mancano le reazioni avverse in casa. IL presidente del Rassemblement National Bardella ha annullato la partecipazione alla convention dei conservatori a Washington.
A ben guardare il gesto ricorda esattamente, nel dettaglio, quello di Elon Musk perché il braccio teso è tutto spostato verso la parte laterale e non si tiene davanti alla fronte come era per il cosiddetto saluto romano.
Con due fulgidi rappresentanti come loro due ha la possibilità di diventare un gesto ufficiale di saluto e di riconoscimento. E sarebbe proprio divertente assistere al ritorno di certa simbolica gestuale.
Il gesto concentra le attenzioni dei più e porta all’effetto di far passare in sordina le parole forti che sono dette. E forse peggiori come valenza della scempiaggine del braccio teso perché indicano una linea di prassi, un’idea di azione da apportare alle cose reali.
Ma è sempre alle cose che bisogna tornare per non farsi imbrogliare da una simbolica corporea finalizzata a dare concrezione alla dirittura di azione in quel che si fa.
Il dirottare su quel che appare serve a produrre inutile letteratura che, se da una parte rafforza l’idea avversa di realtà e verità, dall’altra rischia di far perdere il lume delle cose da fare per evitare di assistere nuovamente a questi spettacoli grotteschi.