Putin accetterà le truppe di pace europee in Ucraina. Fonte: Donald Trump. Lo ha detto a Emmanel Macron. La concessione apparente fa affiorare le condizioni sulle quali Putin poi intende effettivamente chiudere le ostilità. E intende farlo tutto a suo favore. Innanzitutto l’esclusione dell’Ucraina dalla Nato. La confisca di una serie di territori entrati nominalmente già come parte integrante del nuovo impero russo post-sovietico.
“Una volta accertate queste condizioni, facessero un po’ tutti quel che vogliono”. Sembra dire Putin. E dietro la finta concessione il suo solidale Trump che deve convincere i suoi (o quelli che una volta erano tali) per accettare una serie di condizioni fino a tre anni fa inaccettabili.
A tutti il quesito fondamentale: a cosa sono serviti questi tre anni di guerra, tanti morti e tante sofferenze da parte del popolo ucraino.
La domanda non avrà mai risposta. Resteranno dei contentini per coloro che si sono fatti da garante per la Nato (gran parte degli stati d’Europa), sono stati espulsi da qualsiasi tavolo di trattative mondiali che contano (tanto che i primi incontri per vedere le possibilità di un cessate il fuoco si sono effettuati in Arabia), però un ruolo bisogna pur darglielo.
E allora gli facciamo mettere in esercizio tanti onesti lavoratori dei rispettivi eserciti per controllare lo status quo in Ucraina. Dopo una guerra di tre anni che ha prodotto un numero di morti ancora imprecisato non si capisce cosa possa succedere ancora.
E non sarà interesse della Russia essere ostativa per la ricostruzione avendo tutti gli interessi affinché avvenga nei tempi più solleciti, essendo l’Ucraina un’area sostanzialmente ancora sotto la loro influenza. Meglio gli europei che gli americani. E allora i gendarmi con gli abiti dell’esercito che verranno a testimoniare la ricostruzione dovranno fare il lavoro pesante e noioso della Russia.
Tutto lineare e inevitabile. Solo che bisogna prima siglare il cessate il fuoco e poi concordare le condizioni di pace. Già! Questo è un dettaglio.