Ha inventato la modernità. Visionario. Pieno di pulsioni e conseguente espressività che riversa totalmente nelle sue opere. Caravaggio parla a tutti e dà possibilità di approfondimenti buoni per gli specialisti per il genere storico-filologico.
Roma. Sono le Gallerie Nazionali di Arte Antica, con la Galleria Borghese e la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, sponsor Intesa Sanpaolo a presentare Palazzo Barberini Caravaggio 2025. Il tutto fino al 6 luglio.
Curatori Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon. Michelangelo Merisi in ventiquattro tele.
Caravaggio va al di là del manierismo epocale ma fa proprio tutto quanto emerso ed elaborato negli studi della luce e lo sfumato, tipici del suo tempo. Inevitabilmente influenzato dal Rinascimento inaugura una nuova stagione pittorica che è stata riconosciuta come Naturalismo.
Nel Naturalismo la forma tridimensionale arriva grazie all’illuminazione costruita a mo’ di teatro. Volumi e corpi è come se fossero strappati al buio di sfondo e nascostamente sovrastante. Lo sfondo appare, ma in modo indistinto.
Il tutto è giustificato nella scena riprodotta nella tela perché nella rappresentazione vengono poste lanterne tali da giustificare l’illuminazione parziale, con luce radente. Si tratta di un artificio.
Dal fondo oscuro emergono porzioni dello specifico tratto visivo soggetto ad emergere, sia questo una persona che un oggetto.
Le figure, quindi, sono come avvolte dalla luce. Ed è la stessa luce a dare lo spessore e la determinazione visiva degli ambienti. In questo contesto si evidenziano le grandi figure concettuali e simboliche che restano il vero oggetto della rappresentazione visiva.
Un’avventura per la mente, ancor prima che per la visione di nuove dimensioni.