Oggi l’Angelus del Papa è stato affidato alla nota scritta di suo pugno. Tutti sanno che dal 14 febbraio il Santo Padre è ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma con una prognosi di polmonite bilaterale. Una patologia che gli ha fatto passare momenti difficili e sulla quale si è molto speculato sui media.
La presenza degli immancabili complottisti per cui il Papa sarebbe effettivamente già deceduto ha più che serpeggiato, fino a coinvolgere le sfere più alte della gerarchia ecclesiale. Eppure in questo periodo il Papa ha continuato a fare investiture. Sostanzialmente a lavorare.
Ma in definitiva la discussione, tutta di alcuni Social di controtendenza, sulle sue reali condizioni di salute non fa altro che aumentare l’interesse su di lui, fino a renderlo oggetto di sciacallaggi mediatici.
L’atteggiamento della Santa Sede è come al solito improntato su una grande sapienza mediatica. Sarebbero state sufficienti poche immagini di Bergoglio che saluta caramente per stroncare ogni sciacallaggio. IL fatto di tollerare tanta speculazione sulla sua salute aumenta quindi l’interesse e la sensazionalità della sua ripresa.
Oggi finalmente è apparsa una foto. Solo una. Lo ritrae nella chiesa della struttura ospedaliera dove è ricoverato. Ed è a telegram che si affida la prima immagine di Papa Francesco. Stamattina si è dedicato alla celebrazione della messa insieme ad altri sacerdoti. È di spalle ma appare dimagrito.
Ha ricevuto anche la simbolica carezza dei bambini che bi nel piazzale del Policlinico nella Giornata mondiale dei bambini, hanno omaggiato il Pontefice. “I bimbi sono il Vangelo disegnato a colori, in loro c’è un mondo che ancora sa sognare”. Non un libro, né la PlayStation, come era stato detto qualche giorno fa. “La carezza” il dono che i bambini hanno scelto. Le carezzano voci invece carezzano altre iconografie del mondo.