A parlar chiaro si va. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha scritto su X che i peacekeeper devono provenire da Stati non appartenenti alla Nato. Ditelo e basta: se volete dare aiuti militari ai neonazisti a Kiev, ciò significa guerra con la Nato. Consultatevi con Trump, feccia”.
La diplomazia di questi uomini di regime è discutibile ma bisogna ammettere che non concede perifrasi o ipotesi interpretative.
Uno stile lessicale che sa anche di enfasi per i passi in avanti fatti per l’avvicinamento fattivo tra Russia e Ucraina. Lo conferma e rilancia anche l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff. La Cnn riporta una sua dichiarazione sulla quale esprime l’aspettativa di un confronto entro la settimana tra Vladimir Putin e Donald Trump.
Conferma anche il fatto che è andato bene il colloquio con Putin a Mosca. Suo il pronunciamento sulla possibilità di mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Le differenze tra Ucraina e Russia si sono ristrette, Si deve lavorare, ora, su reali progressi per porre fine alla guerra.
E mentre l’Europa si organizza per cambiare la sua Weltanschauung e si prepara a diventare un attore tra altri attori nella scena internazionale questa stessa scena mostra di poter fare tranquillamente a meno di lei.