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Il presidente più ascoltato dalla Storia e quindi il meglio compreso

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Totti testimonial a Mosca

Quanto una persona in carne ed ossa e libero da condizionamenti è titolare dell’immagine pubblica coincidente con la sua persona data dal suo immenso pubblico?

Le ragioni del business si debbono fermare davanti una guerra in corso o piuttosto non sono queste ragioni un motivo di lusinga per interrompere le ostilità?

Anche in stato di guerra dichiarato due paesi possono continuare a condividere inter-relazione su altri ambiti. Ma Italia e Russia non sono in guerra. Dissente fortemente dalla Russia, tanto da aiutare i suoi confliggenti, dalla pratica guerresca applicata per sistemare questioni di confine. Un viaggio di una personalità in terra russa servirebbe a stemperare il malanimo.

Una netta opposizione di un paese deve però affermarsi con la presa di posizione di espressioni di questo paese che danno ancor più la cifra di questo forte dissenso dai metodi militareschi assunti.

La presenza di Francesco Totti nell’evento dell’8 aprile fa discutere ed i Social sono i contenitori di questo malumore. Dovrebbe partecipare a un evento organizzato da una testata che si occupa di sport e scommesse. Più semplicemente questi eventi hanno anche un respiro politico e servono a dimostrare che il paese non è isolato nel mondo dando invece ai cittadini di non essere in guerra ma che tutto si svolge regolarmente. Ed è per questo, in effetti, che tutto diventa politico, strategico e diplomatico, date le condizioni belligeranti prese dalla Russia nei confronti dell’Ucraina.

La sloganistica è suggestiva. Un motto recita: “L’imperatore sta andando alla terza Roma”. Si è scelto il viola come sfondo e Totti con il numero dieci sulla maglia a fare bella mostra.

In mancanza di replica si chiarisce come l’evento attenga ad un’iniziativa puramente commerciale e di promozione sportiva in cui parteciperanno altri calciatori. Se Trump e Putin si sbrigano potrebbe diventare una manifestazione di disgelo ed essere considerata, fin da ora, un esempio per cui la distensione è oramai una pratica sulla quale si sta lavorando.

Ma un popolo non belligerante preferisce motivazioni tese all’arrembaggio. Specialmente quando non riguardano la propria persona.

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