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Ci ha lasciato George Foreman

È stato un antidivo ma nel senso letterale. Il deuteragonista necessario per un protagonista del Novecento: Muhammad Alì. George Foreman era l’altra versione del campione. Serio, riservato, imponente e ieratico. Tutto diverso dalla tempesta mediatica rappresentata dal suo immenso rivale del grande match del 1974 “Rumble in the Jungle”. George Foreman è stato campione dei pesi massimi e pur avendo perso il titolo col suo rivale di sempre lo riprese due decenni dopo.

Ci lascia all’età di settantasei anni, ma quel che lascia alla memoria di questo sport mitologico è qualcosa di inarrivabile.

Leggendaria l’intervista del giornalista incauto che gli chiede cosa farà se dovesse perdere il match che si prepara a disputare a Kinshasa. Foreman aggrotta la fronte e perentorio gli chiede: “Come, scusi? Prego?” “Eh, sì, se dovesse essere sconfitto”. “Non capisco cosa sta dicendo”. Ammutolito il giornalista. Foreman con distacco riprende: “è stato un piacere parlare con lei”. Affrontare un match di quelle proporzioni non ammetteva dubbi sul suo esito. La sicurezza di sé deve essere un dato imprescindibile.

Diversamente da Muhammad Alì che esorcizzava la sua paura con provocazioni costanti e proclami sul fatto che sarebbe stato lui il vincitore, Foreman propendeva per il basso profilo. Ma diceva anche: “ha acquisito tutte le caratteristiche di un bianco, l’arroganza, la presupponenza … La mia pelle è più nera della sua” …

Questo era Foreman. La spiritualità misteriosa e silente di un vero uomo dell’Africa ma alcuni comportamenti che erano stati assimilati in America. Si presentava con le guardie del corpo e accompagnato da un cane pastore tedesco, come i coloni che arrivavano nelle terre d’Africa.

L’eterno ritorno tra luoghi e modi d’essere assimilati come quelli ereditati dalla nuova terra hanno fatto di George Foreman un modello di integrazione, di vittoria personale, ma di continua autentica malinconia. In modo uguale e contrario al suo rivale di sempre è andato ben oltre la boxe per entrare a pieno titolo nei protagonisti del Novecento.

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