Dario Franceschini è prossimo a presentare una proposta di legge in Senato in cui si possa attribuire ai figli solo il cognome della madre. Franceschini è stato ministro della Cultura ed è senatore del PD. La proposta di assegnare per legge ai nuovi nati il cognome materno è affinché si riconosca un “risarcimento storico”. Dopo secoli è bene invertire la rotta, secondo Dario. Assegnare il cognome del padre ha significato perpetrare l’ingiustizia e la disuguaglianza di genere più evidente che nessuno mai aveva manifestamente contestato. E non si tratta solo di convenzione, secondo Franceschini, anche di valore simbolico, culturale e sociale. (Ma se questo è vero è anche vero che automaticamente questa riforma significherebbe un evidente abbassamento del ruolo simbolico paterno con altro squilibrio evidente).
La proposta arriva dall’assemblea del Partito Democratico a Palazzo Madama in conseguenza al dibattito sulle leggi per riformare l’attribuzione del cognome ai figli dopo la sentenza della Corte Costituzionale (n.131 del 2022).
Secondo Franceschini, in luogo della libera scelta sull’opzione o la combinazione di cognomi, si arriva a una soluzione netta: si assegna il cognome della madre.
La proposta serve anche a far discutere ma soprattutto a provocare tanto che le reazioni non sono mancate. E il tutto serve a un riscontro di immagine liberal progressista dell’ex ministro.
Ma è anche vero che nei diversi paesi il cognome al neonato viene attribuito con criteri diversi. Il lato più delicato però consiste nel ridiscutere il criterio oramai dato per convenzione, anche quando non sussiste troppa convinzione.
Ma è anche vero che recentemente sono diverse le nazioni che hanno aggiornato le loro leggi per promuovere l’uguaglianza di genere. Il riconoscimento a entrambi di dare il cognome comporta una investitura di origine che non può rimanere appannaggio della figura paterna.
Mentre in Francia padre o madre possono dare il loro cognome in esclusiva o darlo in modo combinato, col trattino, scegliendo l’ordine preferito. Grossomodo stesso stilema in Germania dove si sceglie il cognome del padre o della madre come cognome familiare comune ma se la scelta non c’è automaticamente va il cognome del padre. Ma è anche vero che i genitori possono dare il doppio cognome, con o senza trattino.
In Austria si può scegliere il cognome del padre, della madre o il doppio cognome. In Belgio si sceglie di attribuire al figlio il cognome del padre, della madre o entrambi Ma in assenza di una dichiarazione congiunta il bambino assume automaticamente il cognome del padre. . In Finlandia invece hanno liberalizzato e consentono l’uso di doppi cognomi, sia con trattino che senza. In Bulgaria il cognome del bambino deriva dal nome del padre, con l’aggiunta del suffisso “-ov” per i maschi e “-ova” per le femmine. A Cipro si sceglie il cognome del figlio, optando per quello del padre, della madre o entrambi ma in assenza di dichiarazione specifica il bambo assume il cognome del padre. Anche in Croazia si può scegliere il cognome del padre, della madre o una combinazione di entrambi ma se non viene fatta una dichiarazione congiunta, il bambino assume automaticamente il cognome del padre. Ma anche in Danimarca padre o madre possono attribuire al figlio il proprio cognome o sceglierne uno nuovo nato dalla combinazione fonologica dei due.