Quando in politica entrano le categorie dello sport uno dei due ha perso. E quasi mai è dove si compete veramente.
Scrive l’Ansa riferendo del governo della repubblica: “Esattamente oggi il nostro governo entra nella lista dei cinque governi più duraturi della storia della Repubblica italiana. noi oggi siamo al quinto posto per durata”. In verità a dirlo sui social è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
IN questo modo rivela una sua meraviglia per cui si dava assai meno tempo di quanto finora è durata. Ma non si vede come poteva andare diversamente. Vero è che l’anomalia di contenere due partiti di destra, entrambi legittimamente autorizzati a rappresentare la cultura conservatrice, non doveva aiutare perché con due competitor della stessa disciplina il confronto si fa più arduo. Accanto un partito che potrebbe stare tranquillamente con altre forze moderate del Parlamento (Azione, Italia Viva, fino allo stesso PD) e solo la memoria e la tradizione al suo fondatore, inventore di questa formula, li tiene con culture politiche con la quale non c’è nesso.
Detto questo e come più volte rilevato è chiaro come nella nostra attuale condizione il segnale di più forte frammentazione è dato dall’opposizione che solo in questa parola trova nesso, date le differenze e le distanze vicendevoli per la dialettica attualmente sviluppata. Inutile per loro il richiamo morale ad un’unità di intenti perché essendo tante e tali le contraddizioni arrivate dal mondo queste non possono che accentuare le stesse contraddizioni presenti all’interno di una forza che già fatica per presentarsi come compagine vera e propria. Figuratevi in una coalizione.
Esempio palpabile sono state la manifestazione filo europea di sabato 15 marzo dove ogni singolo è arrivato per portare i suoi contenuti personali, molto spesso ben distanti dagli altri. E dove l’epilogo è stato quel dato ancora poco chiarito sui costi per la sua realizzazione. Quasi che le vedette arrivate nei panni di intellettuali si siano fatte pagare per partecipare all’evento. (Speriamo per loro e per la bontà delle prime motivazioni che tutto si chiarisca). Altro esempio di disgregazione è dato dalla spaccatura presente nello stesso PD al momento del voto in Parlamento europeo sul tema del riarmo.
Davanti alla disfatta dell’opposizione come può non trarre profitti chi governa?
Ma l’apparenza in politica non sempre va in coerenza alla linearità. E farebbe bene alla salute del governo un oppositore assai più granitico per la messa a fuoco su alcuni obiettivi capitali. Per scoprirne, magari, che non ci sono. E che il senso di tutto questo consiste nell’antica avversione per l’avversario.