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Pòro Trump …

Putin non tratta con Zelensky. Trump si arrabbia con Putin. Non è una telenovela. È la scena internazionale nella quale dovrebbe finire un conflitto oppure continuare.

Trump da compiacente con Putin passa ad essere “pissed off”, incazzato nero. I due si sono sentiti al telefono ma non è servito. Così come non è arrivata a dama la trattativa in Arabia Saudita. Lì pareva che Putin aprisse a delle timide concessioni. Aveva detto che non avrebbero bombardato le infrastrutture energetiche ucraine. Ma così non è stato. Stormi di droni russi hanno colpito centrali ucraine. Argomenti buoni per Zelensky che da tempo immemore insiste sull’inaffidabilità di Putin.

E allora il problema resta l’affidabilità del presidente russo. Lo stesso Trump gliene ha chiesto prova. Putin risponde che l’Ucraina deve accettare lo status quo e rinunciare ad essere rifondato per le perdite materiali. Chiaramente seguita alla rinuncia ad entrare nella Nato e rinunciando all’emancipazione militare.

Una figuraccia per Trump che si accorge di aver puntato sul cavallo sbagliato. Putin va per conto suo e non accetta la dialettica dei numeri uno che accettano il piano della possibile concordia solo con pari grado.

Si pone quindi il problema da parte di Trump di recuperare. Quindi rivede la sua posizione sul Canada. Riempie di complimenti il leader canadese Carney dimenticando l’idea del cinquantunesimo stato degli Stati Uniti.

Ed è allora che Putin ha ripreso la chiave della trattativa dicendo di quanto può considerare molesto Zelensky e della sua condizione per cui in qualsiasi nuovo scenario l’attuale presidente ucraino dovrebbe andare via.

Il povero Trump deve pur riprendere un bandolo della matassa perché niente dall’inizio del suo mandato va bene. L’economia va a rotoli. Le prove di forza di Musk nelle sue aziende e in quelle prese in gestione dall’amministrazione pubblica americane gli sono tornate indietro ed è dovuto rientrare nei suoi passi. Lo scandalo della chat resa pubblica in cui si diffondono considerazioni assolutamente credibili sull’Europa ha fatto il giro e si sopportano anche i dazi e le sue conseguenza ma non i giudizi morali perentori.

Era partito baldanzoso ma adesso sicuramente sta molto preoccupato. Altro che terzo mandato! O forse gli serve per rientrare nei danni fatti nella falsa partenza.

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