In tutta questa vicenda dei dazi fanno impressione due fattori. IL primo che non si sia espresso alcun economista luminare nel mondo per confermare la tesi del loro essere contro produttivi. Il secondo è che lo stesso non si sia fatto nel mondo dell’impresa reale con qualche rappresentante che è protagonista della crescita. La sua e quella complessiva del paese.
IL dibattito è rimasto in una chiacchiera di cortile con voci controcanto del tutto ininfluenti. Tanto più quelle arrivate dall’Europa.
Ma a dare una sferzata all’ultima tendenza cortigiana di coloro che si occupano di problemi di sviluppo economico è il veterano Jeremy Rifkin. L’autore di Empatia, dove si guarda all’entropia della Terra come dato decisivo perché ci mostra il maggiore consumo di risorse con regressione, probabilmente ha inserito anche la chiusura al mercato internazionale come una manifestazione inevitabile del fenomeno generale di questa età evolutiva dell’umanità.
“L’iniziativa dei dazi fallirà alla luce di una nuova e audace rivoluzione tecnologica che sta entrando sulla scena mondiale e sta cambiando la natura stessa del commercio e degli scambi, la stampa 3D”. Lo dice nella sua newsletter, l’Ansa rilancia la dichiarazione. “A differenza dei beni fisici prodotti dalle aziende globali e soggette a tariffe nel commercio mondiale – dice sempre Rifkin – le Pmi che utilizzano tecnologie di stampa 3D possono condividere software digitali per le loro linee di prodotti con distributori locali ad un costo marginale prossimo allo zero in tutto il mondo. Possono quindi stampare gli articoli e consegnarli ai consumatori senza pagare tariffe. E questo cambia tutto”.
E ancora: “questa piattaforma sta capovolgendo due secoli di ‘produzione sottrattiva’ e la sta sostituendo con la ‘produzione additiva’ nel ventunesimo secolo. La guerra tariffaria globale non farà che accelerare la transizione negli anni a venire”. Si trasforma anche in una battaglia di progresso. “Riduce i costi delle infrastrutture logistiche e del trasporto, eliminando fino all’11% delle emissioni di gas serra”.
L’inevitabile crescita che ora conoscerà anche la sua accelerazione, come la stampa 3D, è già adottata da Siemens, Volkswagen e General Electric. Dopo la sperimentazione crescono così hub di ricerca in molte Università.
“Mentre le infrastrutture della prima e seconda Rivoluzione industriale sono state progettate per premiare pochi rispetto ai molti in un gioco a somma zero, l’infrastruttura della terza rivoluzione industriale è progettata in modo che, se lasciata funzionare come previsto, distribuirà il potere economico in modo molto più ampio, favorendo una democratizzazione della vita economica. Strangolare le Pmi con i dazi è una politica che alla fine fallirà in un mondo sempre più distribuito e glocalizzato. La svolta è già qui”.
Ma nella Storia non sempre le risposte migliori, più adeguate, intelligenti ed evolute, vengono adottate.