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venerdì, Aprile 4, 2025

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Concorrente avvisato …

Grandi attese e scommesse sugli esiti di questa annunciata guerra dei dazi

Che cos’è la libertà?

Con la semplicità di una risposta impossibile si vuole esplicare un concetto diversamente declinato nella storia del pensiero. Eppure sappiamo perfettamente cosa esplica. Troppo intuitiva la sua derivazione per connotarlo come un artificio dell’intelletto le cui applicazioni in campo reale possono essere messe in discussione.

Hannah Arendt taglia il campo da fraintendimenti e evita di addentrarsi nelle specificità del pensiero antico, ma anche di quello moderno. Il senso della libertà nei nostri tempi si incentra specificamente nelle cose effettive della vita reale. Non può astrarre. E’ un lusso che non può concedersi, tale la decisività della sua applicazione nei contesti politici.

Non ci sono definizioni, possibili, tali da dare soddisfazione alla domanda socratica. Lo spirito attico deve placarsi quando ad esser dispiegata è la linea fondamentale dei nostri comportamenti. IN questi casi risulta inutile l’esercitazione dialettica o filologica. Possiamo conservarla ad usum delphini a mero principio di riconoscimento storicistico. E cioè il riconnettere una derivazione autentica in questa intuizione fondamentare, inevitabilmente, però, declinata in modalità oggi inattuali.

IL primo pensiero della tradizione da mettere in archivio è quello che ci arriva da Kant dove si ripropone la differenza avversativa col suo contrario. La libertà causa essendi della legge morale e la legge morale ratio cognoscendi della libertà. Dimensioni da guardare con grande rispetto ma inopportuna in una fase nuova quale quella che sta attraversando l’umanità uscita da grandi conflitti.

Sembra dirci che solo nell’azione civile, quindi nella sfera politica, si può apprezzare la dimensione della libertà. Per tanto può essere valutata solo a posteriori perché ogni determinazione apriorica conoscerà sempre e comunque il limite della propria Storia. Come sempre è stato.

Hannah Arendt, Che cos’è la libertà?, Garzanti, 2022, Milano, pagg. 88

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