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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Sei anni fa il crollo di ponte Morandi

Era la mattina del 14 agosto 2018, ore 11.36. Genova non dimenticherà mai questo giorno e le quarantatré vittime ricordate con lo stesso numero di rose. Ma il bilancio è anche di tanti sfollati, due quartieri distrutti. Da allora l’espressione “Ponte Morandi” è diventata esplicativa dell’arretratezza del nostro paese tanto più esplicitata nell’incapacità di tenersi in vita le proprie fondamentali infrastrutture.

Con l’abito istituzionale che contraddistingue il nostro paese è stato quindi celebrato l’anniversario della strage. Si è iniziato con la cerimonia alle ore nove alla chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, mezz’ora dopo l’inizio della camminata in ricordo delle vittime. Partecipano i sindaci di Masone, Rossiglione e Campoliguere e quarantatré bambini.

Quindi alle ore 10.45 la cerimonia del ricordo, sempre nella Radura della Memoria. Tante autorità e tra queste anche il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi. In testa a tutti il presidente della repubblica che porrà le corone di memoria. Requiescant in pace e si chiude la celebrazione.

Ma il vero appuntamento sarà quello dell’11 settembre. Ci sarà il processo sul misfatto. Precedenti centosettanta udienze. Ascoltati in 324, 16.069 pagine di trascrizioni delle udienze dibattimentali.

 E come il ponte Morandi è stato l’emblema del disfacimento del nonsistemaitalia, altrettanto si opporrà, potrà esser considerato il tempo in cui un altro ponte è stato messo in piedi. Ma non funziona così. I morti restano a segno di crisi apocalittica annunciata da tante voci inascoltate.

La vicenda deve insegnare l’incapacità del nostro nonsistema di guardare dentro i propri problemi ma anche dentro le nostre responsabilità. E cento celebrazioni di memoria non attenuano questa differenza apicale tra senso di verità e senso di rappresentazione della stessa. Continueremo a ricordare, a celebrare, a chiedere a un’autorità superiore di svelare colpe e responsabilità, ma senza una svolta radicale nessuna di queste verranno mai svelate.

E allora proprio queste rappresentazioni evidenziano quel che siamo, ben al di là delle vicende che vogliono evocare.

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