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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Europa armata

Si sono rovesciate le categorie che in anni ritenuti bellicisti campeggiavano nelle Università e in ogni luogo di cultura come di politica progressiva. Gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento hanno visto il tema della distensione e del rifiuto delle armi come uno dei pilastri di mobilitazione delle genti. Quando qualcuno di loro è diventato classe dirigente se n’è dimenticato ed ecco ora propugnare il riarmo europeo – categoria inesistente precedentemente – come categoria necessaria per avere il diritto di sussistere.

L’Unione Europea se vorrà continuare ad avere un senso dovrà armarsi, non “riarmarsi” come in modo incauto è stato detto. Ed è così che l’Europa intende mobilitare per la sua difesa ottocento miliardi di euro.

Non è una previsione di massima è quanto ha chiesto “la presidente” della Commissione Europea Ursula von der Leyen. A Bruxelles nella presentazione del piano in cinque punti elaborato in vista del summit straordinario di dopodomani, ha chiesto più fondi verso investimenti legati alla difesa. Al centro resta la clausola nazionale di salvaguardia del patto di stabilità e il nuovo strumento da 150 miliardi.

E motiva come una nuova fase da affrontare. “Posso annunciare che proporremo ulteriori possibilità e incentivi affinché gli Stati membri decidano se utilizzare i programmi della politica di coesione per aumentare la spesa per la difesa. Gli ultimi due ambiti di azione mirano a mobilitare il capitale privato accelerando l’Unione del risparmio e degli investimenti e, ovviamente, attraverso la Banca europea per gli investimenti”.

Pare dire: è arrivata l’ora delle scelte inderogabili, solo che a dirlo è Ursula. “L’Europa è pronta ad assumersi le proprie responsabilità. L’Europa potrebbe mobilitare quasi ottocento miliardi di euro di spese per la difesa per un’Europa sicura e resiliente. Naturalmente continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner nella Nato”. Certo! Non sia mai!

Ursula come Giorgia non dà la possibilità ai giornalisti di fare qualche domanda. E dice che l’Europa è pronta a fare quel che deve fare per difendersi. “La vera domanda che abbiamo di fronte è se l’Europa è disposta ad agire con la decisione che la situazione richiede. E se l’Europa è pronta e in grado di agire con la rapidità e l’ambizione necessarie”.

E nella continuazione del discorso sembra guardare molto più in là del contingente e non dare limiti alla necessità di questo cambio di rotta. “Siamo in un’era di riarmo. E l’Europa è pronta ad aumentare massicciamente la spesa per la difesa. Sia per rispondere all’urgenza di agire a breve termine e per sostenere l’Ucraina, ma anche per affrontare la necessità a lungo termine di assumersi molte più responsabilità per la nostra sicurezza europea”.

Quindi, si ripete: molte più responsabilità per la nostra sicurezza europea. Significa che gli avversari previsti non sono solo nella Russia di Putin. E la deduzione guarda al fatto che essendo inadeguati a sostenere una guerra commerciale ci si prepara a una guerra vera e propria. E ciò non è consolante.

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