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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Si vis pacem para i belli

Analisi di tre concetti: sicurezza, pace, crisi. La crisi è data dalla venuta meno dello scudo americano fino alla stessa messa in discussione della continuità dell’Onu da parte di Donald Trump. La pace si definisce in senso negativo: come espressione della forza atta a garantirla. La crisi si determina dalla fine di un asse e la ricerca di costruzione di un nuovo ordine. La crisi consiste nel grande fulcro per il quale è stata costruito questa bozza di unione burocratica e di interessi tra stati in Europa.

Questo è il quadro. In questo quadro Ursula Van del Leyen ci gioca il suo teorema in cui non poteva mancare la parola “coraggio”. “Altre scelte difficili ci attendono. Il tempo delle illusioni è finito”.

Sono parole espresse dalla presidente della Commissione Ue in Plenaria al Pe sul RearmEu. Alcuni passi del suo discorso riportati dall’Ansa: “Al Consiglio europeo ho visto un livello di consenso sulla difesa europea che non solo non ha precedenti, era del tutto impensabile solo poche settimane fa. C’è una nuova consapevolezza che dobbiamo pensare in modo diverso e agire di conseguenza”.

E sempre Ursula: “l’ordine di sicurezza europeo è stato scosso e molte delle nostre illusioni vanno in frantumi. Dopo la fine della Guerra Fredda, alcuni credevano che la Russia potesse essere integrata nell’architettura economica e di sicurezza dell’Europa. Altri speravano di poter contare a tempo indeterminato sulla piena protezione dell’America. E così, abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo ridotto la spesa per la difesa da una media di oltre il 3% a meno della metà”.

Quindi una parola l’ha detta. Ed in modo assai incauto: Russia. Se c’è una liceità nella logica di rafforzare la propria dotazione militare questa sta tutta dentro la necessità di difendersi a prescindere e sul fatto che sia venuto meno il garante degli Stati Uniti. Ed in tal senso ci sta bene la citazione ad Alcide De Gasperi sulla difesa comune “come deterrente” per chi minaccia l’Europa unita.

E via discorrendo le argomentazioni per cui: si vis pacem para bellum. Ma la perlina l’ha tirata fuori il leader dei popolari Weber quando ha detto: “Nel caso in cui Trump ci inviti alla trattativa di pace chi parlerà per l’Europa? Von der Leyen? Costa? Merz? Macron? In futuro dovranno essere i cittadini a eleggere il presidente della commissione, abbiamo bisogno di guardare oltre, è il momento di pensare in grande”. Va anche bene, ma l’ipotesi di un italiano per puro esercizio dialettico non l’ha presa nemmeno in considerazione.

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