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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Come farsi addomesticare dal proprio gatto

Entrano in punta di piedi in una casa e dopo un po’ ti accorgi che è sempre stata la loro e tu sei il loro servitore. Quanto succede all’autore salvandone due lasciati abbandonati. Si accorge in breve che la sua vita è modificata fino all’essere a loro servizio. Una miriade di attenzione perché non devastino il tuo habitat. Quindi imparare a rendere inoffensive le loro unghie bensì però trovare il mondo di esercitarle. Dare loro gli alimenti che prediligono. Mai mischiare la propria dieta alla sua, o alla loro. (Una persona soggetta al gatto ne diventa in breve servitore di diversi. Perché quella del gatto è una religione più che una vera e propria compagnia casalinga).

Il gatto ha il proprio linguaggio affettivo. Non puoi dargli dimostrazioni affettive a tuo piacimento. È lui a dirti, quando vuole, se vuole, secondo le modalità indicate nel testo, come darti la possibilità di dare una manifestazione evidente della tua affezione. Passa tutto col tocco, con la mano che delicatamente deve scivolare su parti specifiche in tempi specifici. Sconsigliata l’improvvisazione.

Di qui la casistica del rapporto tra il divino-felino e l’umano diventa oggetto di scienza sociologica e antropologica. A Londra esiste un centro di rinserimento per felini nelle famiglie che raccoglie dati sulla casistica specifica. Si chiama Batter sea Dogs and Cats Home. Da i loro dati risulta che milioni di proprietari di gatti preferiscono la loro compagnia a quella del partner. Si tratta del 49 % degli intervistati. Il campione è di mille persone. Quindi un sondaggio con valore statistico in piena regola. Secondo lo stesso studio il 53% di chi possiede un gatto adora passare la maggior parte del tempo con lui. E sulla stessa china la continuazione: il 31% dice di preferire stare sotto il piumone col micio piuttosto che con il o la partner. Si arriva a far assurgere l’amico baffuto a proprio confidente. Arriviamo al 23%.

Ma all’amico felino non si comunica affettività in modo semplice e diretto. Si tratta di un essere sofisticato che ha le sue modalità, oltre che i tempi giusti. Le carezze, ad esempio. Vanno fatte al mento dove c’è il pieno di ghiandole. Si tratta di una parte del loro corpo che non raggiungono agevolmente. Accarezzarli lì li metterà a loro agio. IN questo modo l’umano conquisterà la loro fiducia. Prova decisiva è quando il gatto mostra la pancia. Lì è la prova di aver fatto centro. L’asse di trasmissione di intendimenti che va al di là di ogni significazione esprimibile con linguaggio verbale si è stabilita. Deve essere mantenuta senza tradire mai la sua fiducia.

Una questione come l’inter-modalità comunicazionale tra due esseri trova il suo banco di prova ed occasione di verifica senza complicate analisi di laboratorio. Un’attestazione per la quale il piano emotivo-comunicativo conosce provate connessioni sulle quali anche l’analisi del linguaggio appare inadeguata, tanto più la laica evidenziazione della sfera dei bisogni. Esiste un piano di connessione tra elementi del mondo che va ben oltre le capacità di connessione stabilite dal vocabolario conosciuto dall’umanità.

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