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venerdì, Aprile 4, 2025

C’è da ricostruire un mondo

Aggiornamento su questo passaggio epocale

Parola di Rifkin

'’La politica dei dazi fallirà con la rivoluzione della stampa’’

Dazi colpiscono non affondano

Succede quel che doveva succedere e niente, pare, possa controvertirlo

Tecno ed Eros

Alla faccia della vigilanza sui mercati negli Stati Uniti! Solo grazie a un attacco hacker alla SEC il Bitcoin ha un picco e poi sprofonda. L’account X (ex Twitter) è stato hackerato, come si dice in gergo.

È apparso così come se l’ente regolatore statunitense avesse dato il placet ad ETF Bitcoin. Subito le quotazioni sono andate a mille. Ma appena girata voce del raggiro si è tutto sgonfiato. La criptovaluta era arrivata a 47.800 dollari.

Giochi di prestigio che però quando toccano la sfera di influenza dei soldi diventano dannatamente pericolosi. Ed è proprio il momento della massima celebrazione della vittoria del mondo incorporeo e invisibile della tecnologia, che si può misurare solo coi numeri ma è indifferente a qualsiasi verifica, proprio in questo momento ha mostrato la sua massima fatuità.

Quello che in gergo della borsa chiamano volatilità qui dovremmo chiamarla inconsistenza. Ma consiste. Nel senso che crea ricchezza, produce inavvertitamente nuovi standard di vita. Però l’episodio ci dice che non deve mai essere confusa per una cosa materiale. Ed è questo, si dirà, uno scherzo dell’intelletto. Una volta che un’entità è diventata perspicua assume anche i caratteri di vera esistenza. Ma il suo essere tra noi è trasversale, non esiste come cosalità tuttavia c’è tra le cose della vita e condiziona le nostre esistenze.

Non si può non leggere la notizia se non come una beffa. L’attacco hacker alla credibilità della Sec deve essere letto in stretta connessione all’aspettativa sul verdetto dell’Authority che doveva decidere se fosse opportuno approvare un fondo quotato in borsa per Bitcoin.

Ma in questa vicenda ci sono anche gli estremi di un conflitto, prima latente ora portato all’evidenza. Quello dei pirati informatici che sono riusciti a far passare la notizia falsa per cui il proprio avversario di sempre, la Sec, dava l’assenso alla messa sul mercato di un prodotto finanziario tecnologico sul quale c’è sempre stato massimo allerta.

La burla ha toccato proprio coloro che dovrebbero regolare. La volontà probabilmente era quella di dimostrare che il regolatore è tecnologicamente incapace a regolare. E chi lo dice questo? L’espressione più alta della tecnologia. Farà letteratura.

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